La “Carta da parati” è l’elemento decorativo
più intimo della casa; è il muro che manifesta tutta la personalità di chi ci
abita, ed è il risultato di una scelta intima ben precisa; è la
rappresentazione simbolica della propria identità, dell’affermazione di sè, del
proprio vissuto, della chiave di volta che sorregge ogni certezza.
La “Carta da parati” è ciò che s’intravede
oltre la porta d’ingresso che l’artista spalanca allo spettatore in questa
mostra, come invito a guardare e a leggere, a vivere e a percepire, a
riflettersi e a trovare i capi della matassa quotidiana che intreccia vite e
accomuna le esistenze.
“Carta da parati” è un fil rouge intimo e
narrativo, in cui oggetti e immagini si tessono in una trama di parole e
sensazioni, memorie e aneddoti, scelte emotive e significati nascosti; è
l’abito che veste la dimora dell’artista, arricchita dell’eredità oggettuale e
di cui l’artista si è appropriata per condividerla e farne una grande opere
d’arte.
Una mostra site-specific in cui le opere d’arte si alternano
alla narrazione, scritta a mano direttamente sulle pareti. Un racconto da
leggere e da osservare, immersivo e suggestivo. Sensazioni e riflessioni che
affiorano immagine dopo immagine, oggetto dopo oggetto, parola dopo parola.
È il racconto di “tre” esistenze che rivivono nel fare e nel sentire
dell’artista e ne sono l’indiscussa eredità. Le “tre sorelle”: l’una diversa
dall’altra. “Tre donne” fuori dal loro Tempo e dagli schemi della loro epoca. E
Myriam Cappelletti, ne è l’unione degli insiemi e il fulcro.
L.M.
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